PIGLIARU: MAI COSI’ IN BASSO?

Alla notizia dell’approvazione dell’emendamento di Peru che proibisce agli albergatori oggetto di sovvenzione pubblica di ospitare migranti, ho cercato di ricordare qualcosa di peggio combinato dalla giunta Cappellacci. Probabilmente ci sarà, immagino, una fesseria si trova sempre, ma per ora non ci sono riuscito. Riproverò con più calma, tanto non ho fretta e poi per le elezioni mancano (se non succede nulla) un paio d’anni.

Pigliaru non l’ho votato,  mi sono trattenuto dal tapparmi il naso per l’ennesima volta perché non si può continuare a votare sempre e solo contro e non a favore.

Alle ultime elezioni non ce n’era uno (o una) che desse un minimo di garanzie, a parte il fatto che per il PD e compagni di merende non c’era neppure un programma, una vera oscenità. Sulla sedia di Presidente della Regione il professore di Sassari c’è finito per pochi voti, una manciata e perché l’alternativa, allora, appariva davvero improponibile: chi l’avrebbe sopportato un altro quinquennio di Cappellacci? Eppure mi sono fatto forza, non l’ho votato e i fatti mi hano dato ragione: questa non è un’amministrazione degna di una croce su un pezzo di carta. Non soddisfatta di aver approvato una “manovra turistica” priva di spessore, confusa e senza mordente (non si comprende dove vada a parare, in quale direzione si intenda indirizzare il turismo in Sardegna) ecco la perla razzista a suggellare una riforma sballata.

Certo noi sardi non siamo nuovi al sostegno al razzismo, visto che la nostra isola ha ospitato quel Lino Businco, firmatario del Manifesto della Razza ancora orgogliosamente citato nell’Enciclopedia della Sardegna come cittadino illustre: perché stupirci se i nostri rappresentanti firmano l’oscenità trasformata in legge regionale che impedisce ai percettori di denaro pubblico di ospitare migranti? Dove sarebbe la novità?

Nello

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